Occhi offuscati da brume autunnali,
abbagliati da frastuoni di luce,
si riflettono in altri occhi ciechi.
Un gioco irriverente di specchi
tradisce l’essenza dell’essere,
che giace inerme,
soffocata dal peso del suo stesso respiro.
Madre china sul... leggi...
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Marina Bonadeni
Le sue 31 poesie
| Déjà vu,
sprazzi di futuro senza tempo
s’insinuano nel mio presente,
a regalare barlumi d’infinito
all’anima
che fetale
si apre al respiro dell’universo
e per un battito d’ali
abbandona i binari
per librarsi in volo
volteggiando
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| Oblio,
mio eterno alleato,
sembri aver cancellato,
ogni istante
di una vita trascorsa,
e sei sincero,
non mai hai barato.
La tentazione di rileggere il copione
o rivedere il filmato in una moviola al contrario,
l'hai serrata nella tua
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| Sento empaticamente la tua delusione cocente
e in un anfratto della mia anima,
dove la mente incontra il cuore,
la faccio mia.
Ma ti biasimo,
per le troppe aspettative che hai coltivato
mentre prodigavi favori e benefici
e se non proprio in quel
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| Eros e Thanatos,
nel giardino dei sogni,
confessionali semiciechi,
ora divisi, ora abbracciati,
nottetempo,
in un avviluppo incosciente,
come calamite,
attirano,
ognuno,
alla propria sorgente.
Ed io?
senz’altra bussola ad indicare il mio
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 | Spirito mi sento nel corpo,
come un granello di sabbia appartiene all'oceano.
Può assaporarne la freschezza rigeneratrice,
può gustarne il sapore corroborante,
può sentirsi immerso,
e a tratti confondersi,
può perdersi
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 | Paese imbiancato
rapisci lo sguardo
e sospendi il pensiero
in atmosfera bianca e leggera.
Sinapsi interrotte,
solitudine di neuroni sognanti,
mentre i fiocchi cadono
sui tetti già colmi
d’armonia celeste,
e l’inverno schivo di
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 | Stella che ti sei spenta un dì,
hai vagato cieca di te per vite e vite,
ti sei rispecchiata in
mari trasparenti smeraldo,
sentendoti in pace e pulita,
poi non più paga
di trapassare le trasparenze dell'anima,
oltre la risacca ti sei
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 | Rincorrevo la mia ombra,
riflessa su un muro di cemento grigio,
la vedevo sfuggire,
e non le davo tregua.
Rincorrevo il mio domani,
cercando un’intesa,
perché potessi riconoscerlo un giorno,
perché mi divenisse amico.
Rallentavo la
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 | Tonfi pesanti in pozzanghere fangose,
quando la rabbia s’insinua dapprima
per poi accendere la coscienza rendendola livida
e consapevolezze divine si spengono all’unisono
si fa avanti impudente su autostrade
senza semafori o stop o stazioni di
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 | Maschere senza volti.
Volti senza occhi.
Sguardi senza amore.
Acque torbide
entro cui perdersi.
Trasparenze inquinate,
profondità occluse
da superfici sfarzose e false.
Confini invalicabili per lo spirito.
Che gli occhi di chi ha un
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| Silenzio s’infrange
contro antiche memorie
e sfiorano i sensi
abbracci che il cuore ricorda.
Silenzio,
onda anomala
di mare coricato
che riposa e respira
come un bimbo che sogna.
Silenzio,
sei fatto di nulla,
e racchiudi tutto,
sei
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 | Onde distese come ali d’aquila verso l’infinito,
si ritraggono per poi planare,
in moto alternato e disuguale.
Vita in cui lo sforzo diviene distensione,
in un ciclo prevedibile di energia in trasformazione,
e la mente rimane avvinghiata ad illusorie
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| Amici lontani,
non foste di una sola sera,
ma il crepitare di camini nei freddi inverni,
o il povero lumino acceso se mancava la luce.
Sguardi incrociati
nel riso, nel pianto,
in consapevolezze appena nate,
ad una tempo che
credevamo immobile e
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| Odo il turbinare del giorno,
come acqua inondante.
Deboli pianticelle sradicate,
detriti senza forza né merito
s’incontrano a valle.
Angeli caduti da vette gloriose,
dimentichi della salita, della discesa,
guardano avanti
portando la loro
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 | Attaverso consueti silenzi
ho udito i vostri cuori.
Labbra mute
han rese chiare le parole.
Onde quiete lambiscono spiagge deserte
oltre cui si allargano entroterra celati.
Maschere d’indifferenza
calate a protezione,
argini alle
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